Social ADV e Google Ads sono strumenti diversi, entrambi di stampo pubblicitario e caratterizzati da un intento promozionale. Non si escludono per forza a vicenda: possono essere utilizzati in via esclusiva oppure sinergica.
Non c’è infatti una strategia valida sempre e comunque, anche perché parliamo in entrambi i casi di soluzioni potenzialmente vincenti. E che hanno, appunto, una dimensione strategica, non soltanto tecnica.
Conoscere le peculiarità sia di Google Ads che del social Adv è fondamentale per ottimizzarle in relazione all’identità del brand e alle sue specificità. Analizziamo dunque i parametri su cui basare le proprie scelte.
Qual è la differenza tra social ADV e Google Ads
La differenza principale tra Google Ads e social adv risiede nei canali utilizzati: Google e YouTube nel primo caso; le piattaforme social nel secondo, in particolare Facebook, Instagram, LinkedIn e TikTok.
C’è poi un’altra differenza correlata, altrettanto rilevante e più di natura strategica. Google Ads è uno strumento di tipo pull: l’annuncio appare in forma di risposta a una ricerca condotta dall’utente. Lavora sulla domanda esistente.
Le campagne di social ADV funzionano secondo una logica opposta, di tipo push: i contenuti promozionali vengono mostrati mentre l’utente si trova sulla piattaforma, non in risposta a una sua ricerca.
L’utente non sta necessariamente cercando un prodotto o un servizio specifico: è il contenuto pubblicitario a catturare la sua attenzione durante la navigazione sui social network.
Google Ads intercetta una domanda già consapevole, mentre il social ADV contribuisce a generare interesse e desiderio, rendendo l’utente consapevole di un’esigenza che potrebbe non aver ancora espresso.
Quando ha senso investire sui social
Le campagne di social ADV risultano particolarmente efficaci quando l’obiettivo è generare interesse attorno al brand. Questo perché i social consentono di raggiungere utenti che potrebbero non conoscere ancora l’azienda, il prodotto o il servizio.
In linea generale, ha senso investire in social ADV per:
- implementare la brand awareness: perché si incrementa la visibilità presso nuovi pubblici;
- lancio di prodotti e servizi: il social ADV consente di generare curiosità e attenzione;
- sviluppo della community: i social sono uno strumento di interazione emozionale ed engagement;
- storytelling: in questo modo si amplifica la diffusione di articoli, video e risorse informative;
- remarketing: le campagne di social ADV permettono di tornare in contatto con utenti che hanno già interagito con il brand.
I social si rivelano quindi particolarmente efficaci in tutti quei casi quando la priorità è costruire una relazione con il pubblico. Ed è questa la leva da toccare nella comunicazione digitale, anche quando si utilizzano in chiave organica.
Quando conviene usare Google Ads
Google Ads tende a offrire risultati migliori quando esiste già una domanda da soddisfare, complice la modalità di funzionamento pull.
Le formule promozionali dovrebbero essere disposte o nella fase iniziale del customer journey, per intercettare l’utente, oppure in quella in cui sta per compiere un’azione.
Ecco i contesti in cui Google Ads risulta particolarmente indicato:
- lead generation: acquisizione di richieste di contatto e preventivi;
- vendita diretta: promozione di prodotti e servizi dove la priorità è spingere l’acquisto;
- ricerche locali: intercettazione di utenti posti nell’area geografica di riferimento;
- servizi specialistici: presenza nei risultati per keyword ad alta pertinenza;
- domanda consapevole: utenti che stanno già cercando una soluzione.
In questi casi Google Ads consente di presidiare il momento esatto in cui nasce l’esigenza di compiere l’azione da parte dell’utente.
Obiettivi diversi, risultati diversi
Social Adv e Google Ads sono canali diversi; ognuno risponde a delle caratteristiche distintive.
Per questo devono essere impostati con obiettivi mirati volti a generare risultati specifici. Perché rispondono a logiche differenti.
Ed è qui che cambia la modalità sia d’approccio che d’utilizzo.
Prima di scegliere uno strumento piuttosto che l’altro, è importante chiarire quali risultati si desidera ottenere. Occorre definire gli obiettivi: è una fase complessa e delicata.
Ad esempio, un brand che si affaccia sul mercato potrebbe avere la necessità di aumentare la propria visibilità e costruire una relazione con il pubblico. In questo caso, i social rappresentano spesso la soluzione più efficace, grazie alla capacità di intercettare utenti che ancora non conoscono l’azienda.
Al contrario, se l’obiettivo consiste nel generare richieste di contatto, prenotazioni o vendite nel breve periodo, Google Ads tende a offrire risultati più immediati, dal momento che intercetta persone già interessate a una determinata soluzione.
La scelta del canale dovrebbe essere fatta bilanciando le caratteristiche delle piattaforme con gli obiettivi aziendali. È da questa valutazione strategica che dipende l’efficacia complessiva dell’investimento pubblicitario.
Gli errori più comuni nella scelta del canale
Ci sono alcuni errori piuttosto comuni che rischiano di compromettere l’efficacia delle campagne e vengono effettuati proprio nella scelta del canale. Ecco di quali si tratta:
- scegliere il canale prima di definire gli obiettivi: awareness, lead generation e conversione richiedono approcci differenti;
- confondere notorietà e risultati commerciali: una campagna orientata alla visibilità non può essere valutata con gli stessi parametri di una campagna focalizzata sulle vendite;
- basare la decisione esclusivamente sul budget: il costo è importante, ma non rappresenta l’unico elemento da considerare, anche perché andrebbe sempre bilanciato con il ROI;
- utilizzare KPI poco coerenti con la strategia: ogni obiettivo richiede metriche specifiche per essere misurato correttamente;
- considerare Google Ads e social ADV come strumenti alternativi: nella maggior parte dei casi possono lavorare insieme in maniera efficace.
Evitare questi errori permette di costruire campagne più solide e soprattutto più coerenti con i risultati che si desidera raggiungere.
Come integrare ADV social e Google Ads
Nella maggior parte dei casi la strategia più efficace è l’integrazione tra Google Ads e social ADV. Prevede dunque l’utilizzo di entrambi gli strumenti, a patto di valorizzarne le rispettive peculiarità.
I social possono essere utilizzati per aumentare la visibilità del brand, raccontarne i valori e raggiungere nuovi utenti attraverso contenuti capaci di generare interesse.
Google Ads può invece intervenire successivamente, intercettando la domanda quando questa diventa più consapevole e orientata all’acquisto.
L’integrazione può avvenire anche attraverso attività di remarketing, mostrando annunci specifici agli utenti che hanno già visitato il sito o interagito con i contenuti social.
Un ulteriore vantaggio riguarda la condivisione delle informazioni raccolte tramite i vari canali. I dati relativi a interessi, comportamenti e performance aiutano a migliorare l’efficacia complessiva delle campagne.
Più che una scelta tra strumenti concorrenti, Google Ads e social ADV rappresentano quindi due leve che, se coordinate correttamente, permettono di presidiare in modo più efficace l’intero customer journey dell’utente. Ed è questo il loro vero valore aggiunto.


